Il Natale è considerato come la festa dell’amore e della convivialità. La realtà però è spesso ben diversa: per alcune persone, il periodo dell’Avvento segna l’inizio di una maratona dello stress, mentre altre provano sentimenti di solitudine. Entrambe le situazioni possono rovinare l’atmosfera di serenità. Ma, con la giusta strategia, questi due estremi possono essere gestiti.
Il periodo dell’Avvento porta con sé una forte dimensione sociale. Mercatini di Natale, feste aziendali, ritrovi di famiglia: ovunque regna la convivialità. E se a Natale ci si trova da soli? Le ragioni possono essere diverse: viaggi lunghi, mancanza di tempo, legami compromessi. Proprio quando si ha la sensazione che tutti gli altri stiano condividendo la gioia attorno a una tavola imbandita, la solitudine può pesare ancora di più.
D’altro canto, ci sono persone sommerse da impegni e aspettative. Fare regali, cucinare, decorare: la lista è lunga. La magia delle feste rischia di diventare un elenco di obblighi. Inoltre, lo stress influisce sull’umore e si rischia di accendere tensioni a tavola.
Entrambi gli estremi hanno un denominatore comune: spesso nascono da aspettative insoddisfatte, sia verso gli altri che verso sé stessi. La solitudine è aggravata dalla pressione sociale che spinge a sentirsi parte di un gruppo e chi si trova nel pieno dei preparativi lotta con la pressione di dover festeggiare nel modo perfetto.
Stare da soli non è sempre negativo: talvolta è una condizione scelta consapevolmente per dedicare del tempo a sé stessi. La solitudine, al contrario, implica isolamento sociale e può essere molto pesante. Il confine è spesso sottile, perché la nostra società è fortemente orientata alla condivisione delle esperienze.
La solitudine a breve termine di solito non è un problema. Tuttavia, se la sensazione dura per settimane, è accompagnata da ansia o panico e persiste anche in compagnia, si dovrebbe cercare un aiuto professionale.
Lo stress non solo è fastidioso, ma può avere conseguenze fisiche e psicologiche: dai disturbi del sonno all’irritabilità fino al mal di testa. Spesso nasce dal desiderio di accontentare tutti, dimenticando sé stessi. Il perfezionismo è il più grande amplificatore dello stress e, soprattutto con lunghe liste di cose da fare durante il periodo dell’Avvento, aumenta questo senso di pressione.
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Solitudine o stress: due fattori che possono rendere le festività difficili. La soluzione sta nella gestione consapevole. L’onestà con sé stessi, la comunicazione aperta e le pause regolari sono fondamentali. Il Natale non è una competizione, è un momento per assaporare l’amore e la serenità – con gli altri o con sé stessi.
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