Jens K.* lavora come professionista indipendente per 22 anni, finché una diverticolite imprime una svolta alla sua vita. Dopo alcuni lavori occasionali trova una nuova occupazione, che però lo porta al burnout. Questa situazione di stallo inizia a sbloccarsi solo con l’intervento del care management di SWICA. Oggi Jens K. si prepara con fiducia a rientrare nel mondo del lavoro.
Già anni prima era stato sull’orlo del burnout, ma quando il rischio si concretizza, l’argomento diventa un tabù. Jens K. è seguito da un case manager della sua assicurazione d’indennità giornaliera di malattia e gli viene prescritta una psicoterapia. Sei mesi più tardi, alla scadenza del suo contratto di lavoro, l’assicurazione vuole sospendere i pagamenti, nonostante la situazione di Jens K. non sia migliorata. Viene inviato da un medico fiduciario, racconta la sua storia e compila diversi questionari sentendosi un impostore. Sotto pressione su tutti i fronti, in meno di due mesi deve passare da zero a un grado di occupazione del 100 per cento. Poi arriva la svolta decisiva: su consiglio di suo cognato, Jens K. contatta il care management di SWICA. «Finalmente avevo qualcuno che mi poneva le domande giuste, individuava i problemi di fondo e pianificava i passi successivi.» Già dopo il primo colloquio, l’inquietudine che lo accompagnava da anni svanisce e Jens K. ha la sensazione di poter andare avanti. La situazione è infatti sempre più difficile, non solo per lui, ma anche per i suoi familiari. Più che sentirsi colpevole, è deluso da sé stesso per non essere in grado di offrire loro una vita normale.
La sua care manager Nadja Stahel segnala il caso agli uffici competenti, l’assicurazione d’indennità giornaliera di malattia non sospende i pagamenti e, grazie alla consulenza psicologica e psichiatrica di santé24, Jens K. può lavorare sulla sua resilienza psicologica, sulla sua ansia per il futuro e su esercizi di rilassamento fisico. Sono aspetti che affronta regolarmente e in modo proattivo, anche durante la terapia ambulatoriale presso la clinica diurna di Uster. «Finalmente avevo imparato a stare due ore in una seduta di gruppo senza dover sempre dimostrare qualcosa.» Recentemente si è tenuto un incontro tra lui, la sua care manager e l’AI. Ora un job coach esterno lo aiuterà a superare il trauma dell’ultima ricerca di lavoro, durante la quale, nonostante le sue molteplici competenze, è riuscito a ottenere un solo colloquio di lavoro in un anno e mezzo. Ora è coinvolto anche l’Ufficio regionale di collocamento e Jens K. è stato dichiarato idoneo al lavoro al 20 per cento. Dopo questo periodo difficile, il 61enne spera di avere un pizzico di fortuna in più e di trovare, grazie all’aiuto esterno o alle proprie forze, un lavoro in cui poter dare nuovamente il proprio contributo e sentirsi apprezzato.