Perché tutto sommato può avere i suoi vantaggi
In origine il cambio dell’ora è stato introdotto per risparmiare energia, e in effetti un migliore utilizzo della luce diurna consente un certo risparmio di elettricità. Tuttavia, nei mesi di marzo, aprile e ottobre aumentano i consumi per il riscaldamento.
Il cambio dell’ora porta con sé soprattutto serate estive lunghe e luminose. Più tempo per dedicarsi alle attività del tempo libero e per fare il pieno di luce, che a sua volta ha un effetto positivo sui livelli di vitamina D e sulla psiche. Un aspetto spesso sottovalutato è il piacere delle mattine più fresche rispetto a quelle che si avrebbero con l’ora solare.
Forse non tutti riescono ad affrontare il cambio dell’ora senza problemi, ma di solito l’organismo si adatta nel giro di due settimane al massimo. Ciò che rimane, quindi, sono i benefici dell’ora legale, per ben sette mesi. L’idea di trovare buio sia la mattina, quando si va al lavoro, che la sera quando si rientra a casa non è propriamente allettante. Non sorprende quindi che l’ora legale sia in testa nei sondaggi.
Tuttavia è un dato di fatto che l’orario estivo permanente potrebbe avere un impatto negativo sulla salute e sul benessere nei mesi invernali, poiché vorrebbe dire alzarsi e iniziare la giornata lavorativa in pieno buio. Questo vale soprattutto per le persone più attive di sera, che hanno difficoltà ad alzarsi al mattino.