A febbraio l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha ammesso nell’elenco delle specialità Hemgenix, un medicamento per la terapia genica. Finora si tratta del medicamento più costoso al mondo. L’elenco delle specialità stabilisce quali medicamenti in Svizzera debbano andare a carico dell’assicurazione di base, e il prezzo di Hemgenix è pari a 2,7 milioni di franchi a persona.
«Da anni assistiamo a una corsa al rialzo per quanto riguarda i costi annuali di una singola terapia», dichiara Daniel Lo Verdi, responsabile Gestione specialistica Medicina presso SWICA. Questo fenomeno si nota anche nella spesa complessiva per i medicamenti, che nel 2023 si è attestata a 9,6 miliardi di franchi. Oltre il dieci per cento dei costi sanitari totali.
L’attuale fissazione dei prezzi incontra dei limiti
La Svizzera non è l’unica a dover affrontare questo problema, come spiega Maria Trott-mann, esperta di ricerca sui servizi sanitari presso SWICA: «La questione delle terapie nuove e molto costose riguarda tutti i Paesi industrializzati. In alcuni Paesi, tuttavia, la fissazione dei prezzi segue criteri di economicità più rigidi.» In Svizzera, secondo la legge, un medicamento nuovo deve soddisfare i criteri EAE (efficacia, appropriatezza, economicità) per poter essere ammesso nell’elenco delle specialità. Ciò nonostante, soprattutto nel caso delle nuove terapie geniche, al momento della decisione di ammissione mancano spesso informazioni importanti. Per questo i limiti degli attuali meccanismi di fissazione dei prezzi diventano sempre più evidenti. «I fabbricanti giustificano le loro pretese elevate sostenendo che con una singola applicazione non serviranno più ulteriori terapie», spiega Trottmann. Questa previsione, però, non si è sempre concretizzata, come è emerso ad esempio da alcune ricerche dell’Università di Zurigo.